Sukaranbo

Questa e' una tecnica che descrivo necessariamente per sentito dire, non essendo possibile per me provarla, o per lo meno provarla in maniera completa!

Come risulta dal nome, e' una tecnica di Shibari, l'arte del legare giapponese, non e' una tecnica "immobilizzante" ma "stimolante", puo' essere utilizzata da sola o insieme con altre tecniche. E' particolarmente adatta se utilizzata insieme con lo Shinju per creare una sorta di biancheria intima che puo' essere indossata sotto gli abiti e quindi portata anche in situazioni "normali".

Ripeto, non l'ho potuta sperimentare completamente, in rete ho letto articoli dove questa tecnica viene portata per lunghi periodi. Personalmente l'ho trovata fastidiosa a pelle dopo circa un'ora, in una situazione "normale" (spesa al supermarket) quindi non so' se posso suggerirvi di indossarla senza precauzioni. Ogni commento e' gradito.

La tecnica di per se' e' molto semplice, si tratta di una corda che passa sulla zona dei genitali e viene fissata intorno alla pancia.

La vera difficolta' e' mettere in posizione corretta i nodi che devono stimolare le parti intime.

La lunghezza della corda dipende, maggiore il girovita, piu' lunga dovra' essere la corda.

Piegate la corda a meta', avvolgetela intorno alla pancia, fate passare i capi nell'asola che si e' creata quando l'avete piegata, stringete, fate passare la corda sui genitali per vedere dove applicare i nodi.

Quando i nodi saranno pronti potrete fissare i capi alla corda del girovita.

Domanda, il nodo va' davanti o dietro? Scenograficamente e' ovvio che dovrebbe andare dietro, ma allora fate attenzione che non prema sulla spina dorsale, diventerebbe presto molto fastidioso e potrebbe causare anche irritazioni ai nervi e non sono piacevoli. Meglio se il nodo viene fatto sulla parte frontale. come in questo esempio.

Come notate i nodi non sono necessari ma in questo modo la "stimolazione" risulta essere molto ridotta.

Qui invece di stimolare si e' voluta ricreare una sorta di "mutandina" di corde.

L'unico limite e' la vostra fantasia.

Qui invece siamo sul classico nodo per stimolare, la posizione esatta dipende dalla vostra sensibilita', potreste preferire un nodo sul clitoride, oppure tra le grandi labbra, o anche sull'ano, o una qualsiasi combinazione dei tre.

Tra le grandi labbra, invece di un solo nodo semplice, potrebbe essere piu' interessante un doppio nodo semplice per aumentare le dimensioni.

Qui l'esperienza vi potra' aiutare a rendere questa tecnica sempre piu' stimolante.

Se utilizzata durante il bondage, potreste anche collegare i polsi legati con la corda che passa sulle zone intime, per consentire la stimolazione a piacimento, rimanendo saldamente legati!

Io ovviamente l'ho inserita tra le tecniche di Self Bondage ma nessuno impedisce che venga utilizzata anche per quelle di Bondage puro.


Questo e' il commento su questa tecnica che ho ricevuto da un lettore, come vedrete e' una critica ma come piace a me, una critica con soluzione!!! Una vera "critica costruttiva" :-

Una tecnica alternativa al SUKARANDO eseguita con le corde é quella che di seguito vado a descrivere. 
   
L' arrivo a questo sistema é stato frutto di semplice esperienza.
Ho la fortuna di avere nella mia compagna, una donna a cui piace fare del sesso tradizionale, non disdegnando di tanto in tanto, qualche puntatina nei giochi di bondage leggero, e realizzati con alcuni metri di corda, o in alternativa con delle semplici cinture di pelle (quelle dei pantaloni) o più facilmente quelle cinture spesse e morbide degli accappatoi.
 
Durante uno dei nostri giochi, capitò che una di queste  cinture venne a contatto con il suo sesso.
Fu un lampo, e in pochi secondi bloccai  il tutto attorno al suo corpo, e aspettai le sue reazioni.
Con inaspettata meraviglia, la mia compagna rispondeva con gemiti di piacere alla pressione esercitata dalla cinta appoggiata sul suo sesso.
 
Successivamente elaborai una tecnica, di semplice realizzo.
Presi una candela, facilmente reperibile nei supermercati del diametri di circa un centimetro e mezzo, e con pazienza e perizia e con l'ausilio di una fiamma di una seconda, feci in modo che questa prendesse la forma di una U, un po' aperta.
In un successivo incontro, dopo aver immobilizzato le braccia della mia compagna, presi la candela, e usandola come se fosse un piccolo pene, iniziai a masturbarla.
Fin qui nulla di insolito, mi direte, e in effetti, anche lei non ebbe nessun sospetto, anzi, rimase sorpresa quando mi vide frugare fra la sua biancheria intima alla ricerca di un paio di mutande. (quelle spesse e pesanti, che normalmente porta durante le mestruazioni)
Meravigliata, lasciò fare.    Mi porse prima una gamba e poi l'altra e infine, inarcandosi sulle reni, mentre mi stava agevolando il posizionamento corretto della mutandine, presi la mia candela a forma di U e la posizionai con una parte all' interno di lei e l'altra a premesse sul clitoride.
La pressione della mutande bastava. Non eccessiva da provocare dolore, ma sufficiente per mantenere in loco il pseudo dildo.
Quello che io ho provato realizzandola, e stato di grande eccitazione per me, in quanto pur mantenendo in costante eccitazione la mia compagna, non gli permettevo di raggiungere l'orgasmo.
Vederla immobilizzata, incapace di difendersi da un nemico invisibile,  ed esibirsi in una "danza" convulsa con  il viso distorto in mille smorfie di piacere misto a insoportazione, gli occhi chiusi le parole un po' spezzate da gemiti  e o lamenti, il fiato corto, e ansimante, il petto che gli si gonfiava diventando duro e sodo, con i capezzoli eretti, che non so come ho fatto a non pinzare con delle mollette da bucato, lo ho ancora negli occhi e nelle orecchie
E poi quel essere bastardo, a rilasciarla fiatare un attimo dandogli un po' di tregua, per poi ricacciarla di nuovo all'inferno per qualche minuto, per altri può essere anche insignificante ma per é un' incomparabile piacere.
 
Quello che ha provato lei, per me rimane un po' un mistero, in quanto come ti ho già detto, accetta il gioco ma non più di tanto, si concede provoca, ma poi nasconde la mano con cui ha tirato il sasso un vero peccato.

Roberto - dicembre 2001


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