Quello che segue non e un racconto di Bondage vero e proprio, e' piuttosto un capitolo di un racconto per la Rete scritto da Massimo Mongai, che contiene una scena Bondage, ed una morale. La morale e' la mia, e la troverete al fondo del racconto, cosi' vi rovino la lettura

Se volete leggere anche il resto del racconto, anche se non mi pare che ci siano altre scene bondage lo trovate qui

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P.U.NFO 9.5

 Vis grata?

Jaggaryne Mastomm era in attesa di quell'appuntamento da mesi. Geldanne Maout era bellissima ed averla sotto gli occhi tutti i giorni come collega di lavoro, nella torre di controllo degli specchi orbitanti, era una esperienza a dir poco frustrante.

Si erano capiti subito loro due. Entrambi cacciatori di scalpi sessuali, si sarebbe potuto dire. Entrambi abituati ad una vita sessuale e sentimentale variegata ed intensa.E perché non avrebbe dovuto essere così, poi? Entrambi giovani, benestanti, sani, senza impegni, pieni di salute, decisamente belli.

E infatti nessuno dei due si sentiva minimamente in colpa o imbarazzato a fare quello che faceva, figurarsi; del resto la morale sessuale di Menzogna era notoriamete molto "lasca", molto libera.

L'unico inconveniente era dato dal fatto che essendo così abituati entrambi ad essere corteggiati e non a corteggiare, praticamenete si erano subito messi in competizione: non ti do niente, se non me lo chiedi tu per primo, questo in estrema sintesi poteva essere il leit-motiv del loro rapporto.

Intendiamoci: massima buona educazione e buongiorno e buonasera; anzi di più, gentilezze e cortesia a tutto spiano, ma sempre fermate un secondo ed un millimetro prima del possibile complimento, della possibile allusione, in modo che l'altro non potesse dire: ah, ma allora sei tu che ci stai provando con me.

Un discorso fra loro era un minuetto di allusioni, complimenti, gesti e parole interrotte all'ultima sillaba. Praticamente. Ovviamente dopo un paio di mesi erano diventati una specie di leggenda fra tutti gli altri colleghi: si faceva scommesse su chi avrebbe ceduto per primo, facendo una avance esplicita. I due ne avevano avuto sentore e la cosa aveva complicato, ma reso ancora più eccitante la sfida.

La cosa era solo leggermente complicata dal fatto che Jaggaryne era il superiore diretto di Geldanne. Erano entrambi ottimi tecnici di controllo a distanza, il progetto di aumento della temperatura nelle zone polari con gli specchi orbitanti stava dando buoni risultati e funzionava bene, l'atmosfera era rilassata e Jaggaryne era persona notoriamente correttissima. Del resto scorrettezze sessuali su base di potere, sui luoghi di lavoro, per i Bugiardi erano praticamente impossibili. Di fatto accadeva solo nelle aziende gestite da immigranti, e quando accadeva la MdV provvedeva a risolvere immediatamente la questione su come erano andate le cose.

Con il passare dei mesi l'atmosfera si era fatta pesante. Per tutti. Ma in modo del tutto particolare. Le scommesse, le attese dei vari gruppi di spettatori, accumulavano tensione sui due diretti interessati. Sembra assurdo dirlo, ma era diventato un gioco sociale al quale inconsicamente parteggiavano anche gli altri.

C'era chi sostenenva che era ora che lui si decidesse, chi invece che diceva che era lei che si doveva arrendere, chi sosteneva che quello sguardo di lei a mensa era stato significativo, o chi sosteneva che l'averle sfiorato la mano sulla consolle dei laser-guida, alle cinque, con la scusa del té, era quasi una proposta di matrimonio. E il tutto accaddeva senza che fra Jaggaryne e Geldanne vi fosse alcuna verbalizazione esplicita.

Come dio o chi per lui volle (forse solo gli ormoni) e grazie al caso che ci mise lo zampino, i due si dettero un appuntamento.

Si badi bene: "i due si dettero". Non lui chiese a lei o viceversa. Accadde proprio che entrambi fossero convinti che la frase iniziale di uno dei due (non importa più sapere quale) fosse stata una forma di invto a cena. E la risposta una conseguenza di cortesia e di interesse.

Insomma l'apputamento venne.

Jaggaryne dette il meglio di sé. Aveva proposto lui il ristorante, un luogo esoticissimo, in cima ad una cupola marina che sorgeva al centro di una zona di coltivazione intensiva di alghe iper-ossigenanti mutate, ognuna delle quali poteva emettere da sola ossigeno pari a trenta pini d'alto fuso.Le alghe erano ancorate nel bassofondale di una laguna sottocosta, così al centro della laguna l'ossigeno immesso nell'atmosfera era talmente tanto e tanto concentrato che si poteva respirare liberamente all'aperto. Praticamente era l'unica terrazza-ristorante del pianeta, e lo sarebbe restata per almeno un altro secolo. La cucina poi era quella vegana tradizionale, pre-colonizzazione imperiale, grazie all'alto numero di rifugiati vegani affluiti su Menzogna cinquanta anni prima, quindi non solo deliziosa ma introvabile al di fuori di Vega, raffinata e costosa. E molti dicevano anche molto afrodisiaca, anche se altri suggerivano che ad eccitare gli amanti fosse l'ossigeno; si sa, ci sono sempre due versioni contrastanti per spiegare lo stesso fenomeno. Pensate solo al perché un uomo ed una donna vanno a letto insieme: non è mai lo stesso.

La cena andò divinamente, il pasto fu servito con maestria e calore non servile, i vini erano ottimi. La fine inevitabile era la camera da letto.E così avvenne. Il ristorante-terrazza era rifornito anche di stanze.

Il giorno dopo Geldanne denunciò Jaggaryne per violenza carnale. E fin dall'inizio fu evidente che ci sarebbero stati dei problemi.

Al posto di poliza infatti , per avviare ad immediata soluzione fu chiesto ad entrambi se erano disposti a sottoporsi subito alla prova della MdV. Entrambi accettarono e furono interrogati separatamente.

Alla domanda -Lei è stata violentata dal signor Jaggaryne?- Geldanne disse sì, e la MdV confermò la verità.

Alla domanda -Lei ha violentato la signora Geldanne?- la risposta fu no. E la MdV disse che anche questo era vero.

Gli agenti non vollero credere ai loro occhi. Riprovarono con altre macchine, chiesero l'intervento di tecnici più esperti ed altri apparecchi più potenti, ma il risultato non cambiò.

La notizia letteralmente esplose: fece il giro della città cupolare prima e del pianeta poi. Il processo fu immediatamente iniziato e nessuno mise nemeno un secondo in discussione il fatto se si potesse o meno trasmetterlo con tutti i mass-media disponibili.

Il processo, non essendovi prove di altro tipo, fu basato esclusivamente sulla escussione dei testimoni, i quali eran collegati direttamente alla MdV. Su uno schermo posto di fronte alla giuria, ma visibile da tutto il pubblico (quindi da tutto il pianeta) appariva l'affermazione della macchina sul fatto se quanto detto era vero, falso o dubbio.

-Signor Mastomm, lei ha fattol'amore con la signora Maout?

-Sì.

-E lei era consenziente?

-Sì, per quel che potevo vedere io, sì.

-E l'ha forzata in qualche modo?

-No, mai!

-Signor Mastomm, lei sa che la signora Maout dice di essere stata violentata?

-Sì.

-E sa che la MdV dice che la signora dice la verità?

-Sì, così come dice che la dico anche io.

-Questo per ora non ci interessa. E perché lo fa, secondo lei?

-Perché dice che l'ho violentata se non è vero?

-Esatto.

-Ritengo si fosse formata un'idea sbagliata in relazione al mio interessamento per lei. Credeva che io fossi innamorato di lei, o che tenessi a lei più di quanto lei non tenesse a me. E quando ha scoperto che così non era si è arrabbiata. Ed ora si vuole vendicare.

-Ma la macchina dice che è vero quel che lei dice.

-Non so cosa dire. Io penso che lei si sia convinta di essere stata vioentata perché credeva che io l'amassi. Se l'amavo, poteva concedermisi, se non l'amavo no. Quindi sostiene di essere stata violentata, probabilmente, perché è convinta di essere stata ingannata a questo proposito.

-Lei aveva legato le mani della signora al letto con delle manette. E' vero?

-Sì. Ma...

-E l'ha ripetutamente frustata sulle natiche con la cinta dei suoi pantaloni?

-Sì. Ma era solo un gioco erotico. Lei era consenziente. Io l'ho proposto scherzando, e alludendo, e lei si è messa a ridere ed ha detto: va bene.

Fino a questo punto la MdVaveva continuato a confermare che quando detto era tutto vero.

L'accusa chiese di conferire con i suoi assistenti.La difesa chiese di interrogare nel frattempo la signora Maout.

-Signora, lei amava il signor Mastomm? Voglio dire: provava per lui un forte interesse emotivo, sentimentale?

-No, provavo solo un certo interesse sessuale. Per altro motivato solo dall'esistenza del suo. Mi aveva corteggiato e mi ero concessa, tutto qui. Per cuirosità diciamo. Si facevano tanti discorsi su di lui...

-Signora, lei si era fatta legare al letto con le manette e si era fatta frustare, diciamo così, in modo consenziente?

La dona esitò un attimo. Poi:

-Si. Ero consenziente, questo è vero. Ma solo per il presupposto.

-Cioé?

-E cioé che era stato lui a fare della avances con me. Cioé, eravamo lì perché me lo aveva chiesto lui, non perché lo avevo chiesto io. Io avevo solo accettato. Quando ho capito che così non era, ho rifiutato di proseguire. Lui invece ha continuato.

-Mi faccia capire.Quando ha capito che così non era?

-Mentre... sì, insomma mentre mi frustava mi ha detto cose del tipo: "Ah, hai ceduto eh? Ti sei arresa eh?". Al che o gli ho chiesto cosa intendeva. E lui mi ha detto qualcosa del tipo: "Lo sai, lo sai, dai che lo sai" e contuava a frustarmi.

-Ma a lei piace essere frustata quando fa sesso?

-A volte sì, a certe condizioni. In quel contesto non più.

-Ma aveva accettato!

-Ma le condizioni erano mutate! Lui non ammetteva più di essere stato lui a chiedermi di uscire. Lui non ammetteva più di essere stato lui a farsi avanti per primo. Negava una cosa essenziale per me. Gli ho detto basta e lui non ha smesso. Da quel momento in poi io mi sono sentita violentata.

Tutto vero, diceva la macchina.

L'accusa chiese di interrogare di nuovo Mastomm.

-Lei ha fatto per primo delle avances?

-Ma no! E' stata lei. Quel giorno in ufficio, fu lei a dire, non ricordo bene adesso, ma una cosa tipo: "Eh, certo, una bella cena sulla terrazza delle Alghe ci starebbe bene, no? Perché non mi inviti?"

-Non è vero- esplose la donna- Io ho detto che un'amica mi aveva detto che ci si mangiava benissimo e che contavo di farci un salto al primo invito a cena che avessi ricevuto!

 Il processo andò avanti per due giorni.Cercarono di ricostruire perfino le sillabe di ciò che era stato detto. Entrambi i personaggi coinvolti (gli unici testimoni in assoluto di tutto il processo) accettarono di essere sottoposti ad ipnosi profonda per ricordare esattamente e ripetere ad alta voce cosa avevano udito, con esattezza alla sillaba. E ne venne fuori solo che l'equivoco c'era stato. Entrambi ricordavano solo ciò che avevano dichiarato da coscienti di ricordare. Risultato nullo e palla al centro.

Restava il fatto in sé. Ma era difficile giudicare.

Nel corso dell'arringa finale l'accusa sostenne che:

-Anche con l'equivoco iniziale Jaggaryne Mastomm avrebbe dovuto arreastarsi quando la donna glielo ha chiesto. E' vero che avevano già fatto l'amore, è vero che lei era stata consenziente fin dall'inizio anche all'amore sado-maso. Ma a quel punto aveva capito che le premesse non c'erano più. Di conseguenza aveva deciso di interrompere il rapporto. E lo ha detto ad alta voce e chiaramente. Da quel momento inizia la violenza carnale e Jaggaryne Mastomm va condannato!

-Non è vero- rispose la difesa - In quel contesto quasi tutto era lecito. Nel contesto dell'amore sadico (mutuamente accettato, per ammissione stessa dell'accusa e della teste) portare il tocco sadico fino alla violenza carnale può addirittura essere considerato una raffinatezza. Ma oltretutto il mio cliente non ha fatto questo. Egli infatti ha legittimamente supposto che la richiesta della signora facesse parte del gioco. E del resto, come pensarla diversamente? Aveva accettato la serata, aveva accettato di ritirarsi con lui in camera da letto, aveva accettato di fare l'amore una prima volta, e poi una seconda e con modalità sadomasochistiche che comprendevano manette e frusta. D'improvviso aveva detto: ora basta, ma dopo una frase che faceva parte del gioco sadomasochistico che i due avevano impostato fin dal primo giorno della loro conoscenza, come poteva pensare di dover smettere? Al contrario: avrebbe potuto pensare che lei , dopo lo avrebbe rimproverato per non aver portato la finzione (o la realtà: nel gioco, che conta?) fino in fondo. E se gioco era, lui giocava secondo le regole. Forse stava vincendo anche ad un altro gioco, certo, quello della lotta di carattere fra i due. Ma condannereste un uomo per violenza carnale perché ha vinto un gioco psicologico con una donna?

 La giuria si riunì per due settimane. Alla fine delle quali si era spaccata in due parti assolutamente uguali: una metà, formata prevalentemente (ma non esclusivamente) dalle giurate donne, era favorevole alla condanna; l'altra formata (ma non esclusivamente) da uomini favorevoli alla assoluzione. Fu necessario indire un nuovo processo.

Che ebbe la stessa evoluzione. Con una fine diversa.

L'uomo fu assolto perché la difesa esibì come prova i videonastri registrati dell'albergo, che quella sera ripresero tutto: era un servizio automatico che scattava in caso di grida all'interno di una stanza.Nessuno aveva pensato di controllare, nel corso del primo processo, dato che tutti facevano affidamento sulla MdV.

Tutta la parte relativa alle prestazioni sadomaso dei due era stata ripresa. E corrispondeva alla lettera al racconto fatto. Era vero tutto quello che entrambi avevano detto.

Ma fu anche evidente che la frase dell'uomo venne pronunziata e seguita dalle domande della donna, all'inizio dell'orgasmo della donna. La quale solo "dopo" l'orgasmo chiese all'uomo di interrompere. La difesa sostenne che tanto violenza non doveva essere stata se la donna aveva pensato di aspettare di finire il suo orgasmo prima di chiedere all'uomo di interrompersi, e che essa questo voleva in realtà, privare l'uomo dell'orgasmo in relazione a quel gioco psicologico di cui sopra.

L'episodio, il ritardo minimo, era nei fatti, non andava interpretato con una domanda ed una risposta. Così la giuria decise a ristretta maggioranza. Più che altro per chiudere il caso, che stava diventando fonte di discussioni interminabili e fastidiose su tutto il pianeta. Un processo per un simile reato infatti era rarissimo, dato che la MdV in tutti i casi precedenti aveva chiaramente stabilito se vi era o no violenza.

Unico strascico, un proverbio: se sei bella vai con i brutti.E viceversa.


Ok, allora quale e' la morale? In teoria nessuna perche' risulta chiaro che il rapporto era SSC, e cioe' Sano Sicuro e Consensuale. In realta' un rapporto bondage tra i due soggetti era quanto di piu' sbagliato potesse esserci. Non era un rapporto d'amore quanto piuttosto una dominazione da parte di dell'uno sull'altro.

L'uomo sulla donna perche' l'ha legata e frustata per dimostrare la sua superiorita'
la donna sull'uomo perche' voleva sospendere il tutto una volta soddisfatta senza pensare al partner.

Tutto cio' contrasta con quella che e' la mia idea del bondage

Ma i piu' esperti avranno notato anche un altro errore e questo si' che e' grave!
Mancava la parola di sicurezza!!!!

Ci fosse stata, quando la situazione e' diventata "non tollerabile" per la donna, bastava pronunciarla e porre termine al tutto. Ma erano entrambi troppo orgogliosi, troppo pieni di se per prendere in considerazione una cosa cosi' basilare per la sicurezza. Non commettete lo stesso errore. Siate furbi!

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